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	<description>Diritto al lavoro per disabili e stranieri</description>
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		<title>Il progetto Diversitalavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 13:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha affidato all’UNAR, alla Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, alla Fondazione Sodalitas e alla Synesis Career Service il compito di realizzare il progetto Diversitalavoro. Un progetto che si è fatto conoscere in tutt’Italia per essere stato in grado di offrire concrete opportunità lavorative a persone affette da disabilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-93" title="Diversitalavoro" src="http://www.diversitallavoro.it/wp-content/uploads/2011/07/Diversitalavoro-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" />Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha affidato all’UNAR, alla Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, alla Fondazione Sodalitas e alla Synesis Career Service il compito di realizzare il progetto Diversitalavoro. Un progetto che si è fatto conoscere in tutt’Italia per essere stato in grado di offrire concrete opportunità lavorative a persone affette da disabilità e a persone di origine straniera. Il progetto “Diversitalavoro” ha compiuto da poco sette anni con edizioni nazionali tenute o a Roma o a Milano.</strong></p>
<h2>Edizione romana del progetto Diversitalavoro</h2>
<p>Il 2011 si è svolta a Roma la nuova edizione di career forum Diversitalavoro che offre l’opportunità di mettere in contatto la domanda di lavoro delle aziende con l’offerta di lavoro da parte di persone disabili e migranti. Quest’anno hanno partecipato IBM e Microsoft, Accenture e Allianz, Bristol-Myers Squibb, Ernst &amp; Young, Indensit e BNL BNP Paribas, la Philip Morris Italia, l’ENI, l’Omron, la Engineering Ingegneria Informatica, la Procter &amp; Gamble, Leroy Merlin, L’Orèal Italia, Vodafone, Telecom Italia. Tante aziende di rilevo nazionale e internazionale il 30 novembre hanno incontrato gratuitamente disabili e migranti alla ricerca di lavoro, quest’anno caratterizzato sull’ambito informatico per il quale sono state presentate 1700 candidature per l’accreditamento. Si può dire che le edizioni effettuate annualmente vogliono celebrare il lavoro che viene svolto durante tutto l’anno dagli enti che lavorano per Diversitalavoro che consiste nell’inserimento delle opportunità lavorative delle aziende partner in un database on-line in cui è possibile inserire e rispondere agli annunci di lavoro registrando il proprio curriculum vitae. Invece, nel momento celebrativo, s’incontrano, face to face, la domanda e l’offerta di lavoro.</p>
<h2>I Promotori di Diversitalavoro</h2>
<p>Il Dipartimento per le pari Opportunità ha promosso e finanziato il progetto Diversitalavoro, non solo al fine di proporre incontri tra disabili e stranieri e aziende che offrono lavoro, ma anche al fine di promuovere presso le aziende il concetto di Diversity Management. Oltre che realizzare l’obiettivo di riduzione e magari eliminazione delle forme di discriminazione anche nell’ambito lavorativo, il Dipartimento per le Pari Opportunità, con il progetto Diversitalavoro promuove la valorizzazione delle diverse abilità e la ricchezza proveniente dalla conoscenza di culture straniere, realizzando un vantaggio competitivo per tutti.</p>
<p>Foto: FotolEdhar &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Led: progetto europeo per l’inserimento lavorativo dei disabili</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 13:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Led (Learning Environment For Disabled) si propone una durata di 2 anni per realizzare l’inserimento lavorativo di persone affette da disabilità. Il progetto Led è stato implementato dall’Unione Europea per giungere a strutturare una formula definitiva d’inserimento lavorativo dei disabili, infatti durante i due anni ci saranno 5 incontri per mettere a confronto le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-18" title="Unione Europea" src="http://www.diversitallavoro.it/wp-content/uploads/2011/12/Unione-Europea-300x211.jpg" alt="Progetti" width="300" height="211" /><strong>Il Led (Learning Environment For Disabled) si propone una durata di 2 anni per realizzare l’inserimento lavorativo di persone affette da disabilità. Il progetto Led è stato implementato dall’Unione Europea per giungere a strutturare una formula definitiva d’inserimento lavorativo dei disabili, infatti durante i due anni ci saranno 5 incontri per mettere a confronto le differenti politiche nazionali adottate in merito. Il primo meeting si è tenuto il 27 novembre a Ferrara alla Città del Ragazzo.</strong></p>
<h2>Lo scopo del Led</h2>
<p>La città di Ferrara in collaborazione con il Centro Servizi alla Persona (Asp) e con la Provincia di Ferrara ha ospitato il primo dei cinque incontri internazionali del Led al fine di analizzare la formazione offerta alle persone disabili e soprattutto di stilare un modello valido per tutti i paesi membri dell’Unione Europea che ogni istituzione locale potrà declinare sul proprio territorio a seconda delle peculiarità presenti. Fino ad oggi, in Italia, il mondo aziendale si è sentito obbligato per legge ad assumere dipendenti disabili in numero proporzionale ai dipendenti presenti, ciò comunque con delle agevolazioni fiscali. A questo punto, per l’Italia, è diventato importante eliminare il senso di costrizione avvertito dagli imprenditori per sostituirlo con l’intelligenza di saper formare e utilizzare le diverse abilità dei soggetti interessati dal Led. In tal senso si vuole promuovere un’economia solidale e di sviluppo intelligente.</p>
<h2>I promotori italiani del Led</h2>
<p>Coloro che si sono interessati alla partecipazione dell’Italia al progetto Led sono coloro che gestiscono la Città del Ragazzo di Ferrara, ovvero un centro di formazione professionale attivato dall’ente religioso Opera Don Calabria, circa sessant’anni fa e accreditato dalla  Regione Toscana. La Città dei Ragazzi si occupa da sempre della disabilità in un’ottica di coinvolgimento sociale e lavorativo. Si può dire che l’implementazione del Led è un premio per il Centro che da anni analizza, istruisce e simula ambienti di lavoro per offrire possibilità idonee d’inserimento lavorativo per i disabili comprese le persone con disabilità acquisita. La storia dell’istituto racconta di un’anticipazione delle progettualità avviate oggi dall’Unione Europea come il progetto Led. Infatti il Centro ha fin da subito inserito l’utilizzo del web e dell’informatica come strumenti per trovare lavoro.</p>
<p>Foto: MACLEG &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Fondazione Adecco per le pari opportunità</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 13:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da 10 anni la Fondazione Adecco promuove e sostiene l’inserimento lavorativo per le persone svantaggiate affette da disabilità e persegue il reinserimento lavorativo per coloro che hanno superato i 40 anni o sono disoccupati da molto tempo come anche per le donne che da sole provvedono alla gestione familiare senza trovar il tempo e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-15" title="Lavoro!" src="http://www.diversitallavoro.it/wp-content/uploads/2011/12/Occupazione-300x178.jpg" alt="Occupazione giovanile" width="300" height="178" /><strong>Da 10 anni la Fondazione Adecco promuove e sostiene l’inserimento lavorativo per le persone svantaggiate affette da disabilità e persegue il reinserimento lavorativo per coloro che hanno superato i 40 anni o sono disoccupati da molto tempo come anche per le donne che da sole provvedono alla gestione familiare senza trovar il tempo e il modo per lavorare. La Fondazione Adecco si preoccupa anche del reinserimento lavorativo per gli sportivi che al termine delle loro competizioni si trovano fuori dal mercato del lavoro.</strong></p>
<h2>Le attività dalla Fondazione Adecco</h2>
<p>La Fondazione Adecco si caratterizza per essere un ente privato ma senza scopo di lucro che persegue finalità sociali, incluse la formazione per l’inserimento lavorativo di chi si trova in difficoltà. Per far ciò inizia a collaborare con la Pubblica Amministrazione, le università, gli enti locali, le aziende e le federazioni come il CONI, utilizza il Fondo Sociale Europeo per avviare progetti a carattere nazionale e per ampliarli ad altri di carattere internazionale. Nel corso degli anni, l’emancipazione sociale delle donne e delle persone soggette a qualsiasi genere di discriminazione è tutelata dall’Unione Europea con vere e proprie direttive che la Fondazione Adecco acquisisce e diffonde attraverso la realizzazione di progetti importanti come “futuro@lfemminile” laddove la Fondazione Adecco in collaborazione con Microsoft e Acer ha voluto garantire le pari opportunità dell’accesso e utilizzo delle moderne tecnologie per le donne. Un altro importante progetto per garantire pari opportunità per tutti è stato “Superare lo stigma” per i migranti svantaggiati e “Progetto Equal Ricomincio da 45” in attuazione degli obiettivi comunitari per la collocazione lavorativa degli over 35 che nelle aziende partner (Tecnorete Piemonte e altri) è riuscito ad avviare un nuovo modo di gestione delle risorse umane.</p>
<h2>Le collaborazioni con la Fondazione Adecco</h2>
<p>La Fondazione Adecco, nonostante sia privata, non potrebbe agire da sola la realizzazione dei propri obiettivi a scopo sociale. Pertanto cerca di interagire con le realtà circostanti dalle aziende agli enti locali, poiché solo essi potrebbero realmente offrire opportunità lavorative e con le realtà europee che stanziano fondi allo scopo. Inoltre la Fondazione Adecco si rende anche disponibile ad accogliere proposte di collaborazione.</p>
<p>Foto: daxuomovolante &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 13:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Dipartimento per le Pari Opportunità è dotato di molti uffici, preposti a funzioni specifiche, e di molti organismi che si occupano in particolare dello studio, della ricerca e della consulenza finalizzata al controllo, alla promozione e alla tutela delle Pari Opportunità. Spesso non si nomina, ma il Dipartimento per le Pari Opportunità è preposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-medium wp-image-61 alignleft" title="Montecitorio, Camera dei Deputati, Roma" src="http://www.diversitallavoro.it/wp-content/uploads/2011/06/Consiglio-dei-Ministri1-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" />Il Dipartimento per le Pari Opportunità è dotato di molti uffici, preposti a funzioni specifiche, e di molti organismi che si occupano in particolare dello studio, della ricerca e della consulenza finalizzata al controllo, alla promozione e  alla tutela delle Pari Opportunità. Spesso non si nomina, ma il Dipartimento per le Pari Opportunità è preposto anche per la Non Discriminazione. Si tratta di un Dipartimento giovane, nato solo nel 1996 su Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri. Anna Finocchiaro è stata il Primo Ministro per le Pari Opportunità.</strong></p>
<h2>Le attività del Dipartimento per le Pari Opportunità</h2>
<p>Le azioni del Dipartimento per le Pari Opportunità hanno diffusione nazionale poiché è sul tutto il territorio che, per decreto presidenziale, si è deciso di tutelare, prevenire e assistere la parità di genere tra uomo e donna. Tale scopo è stato ampliato ai minori per prevenire ed eliminare condizioni di sfruttamento e abuso sessuale. Tra i soggetti oggetti dell’attenzione del Dipartimento per le Pari Opportunità rientrano anche i migranti come oggetto di varie forme di discriminazione.  Il Dipartimento per le Pari Opportunità è strutturato su diversi uffici che si occupano della raccolta dati, analisi, ricerca ed elaborazione progettuale delle opportunità da diffondere a livello locale. In tal senso è fondamentale la funzione di coordinamento degli enti competenti e amministrativi per l’attuazione puntuale di quanto stabilito in seno al Dipartimento per le Pari Opportunità, i cui bracci operativi diventano le organizzazioni e gli organismi che agiscono a livello locale. A tale scopo, ad esempio, è stato creato l’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che avvia collaborazioni con organizzazioni e fondazioni locali che presentano determinati requisiti. La funzione di coordinamento per la tutela delle parità include anche organismi sovranazionali come l’Unione Europea, l’OCSE, il Consiglio d’Europa e le Nazioni Unite. In particolare si provvede al recepimento e all’attuazione delle direttive europee.</p>
<h2>Le azioni del Dipartimento per le Pari Opportunità</h2>
<p>Progetti e Protocolli d’intesa sono le prime azioni del Dipartimento delle Pari Opportunità. Tra i primi vi è la “Rete per le Pari Opportunità”, il “P.A.R.I.” e il “Work-Family Balance Assessment”. Le pubblicazioni e i documenti sono altre azioni d’informazione e ricerca degli studi che valutano le opportunità d’intervento sociale.</p>
<p>Foto: fabiomax.com &#8211; Fotolia</p>
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		<title>UNAR: ufficio antidiscriminazioni razziali</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 13:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[UNAR è acronimo di Ufficio Antidiscriminazioni Razziali e con ciò l’ente intende promuovere l’eliminazione delle discriminazioni basate sull’origine etnica delle persone e di conseguenza sulla discriminazione di genere derivante dalla cultura e dalla religione di appartenenza. L’UNAR è stato generato direttamente dal Dipartimento delle Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri in recepimento alla direttiva europea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-medium wp-image-77 alignleft" title="antidiscriminazioni" src="http://www.diversitallavoro.it/wp-content/uploads/2011/05/antidiscriminazioni-300x178.jpg" alt="antidiscriminazioni" width="300" height="178" />UNAR è acronimo di Ufficio Antidiscriminazioni Razziali e con ciò l’ente intende promuovere l’eliminazione delle discriminazioni basate sull’origine etnica delle persone e di conseguenza sulla discriminazione di genere derivante dalla cultura e dalla religione di appartenenza. L’UNAR è stato generato direttamente dal Dipartimento delle Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri in recepimento alla direttiva europea n. 2000/43 e per tale motivo ha anche il compito di garantire l’effettivo rispetto delle persone in base alla parità di trattamento.</strong></p>
<h2>L’organizzazione dell’UNAR</h2>
<p>L’UNAR è dotato di un numero verde, un contact center per fornire assistenza e informazioni a coloro che telefonicamente volessero denunciare casi di discriminazione razziale. Colui che risponde al contact center fornisce indicazioni, consulenze e pareri da portare eventualmente anche in giudizio. Questo è solo uno dei tanti canali di comunicazione e attuazione utilizzati dall’UNAR per garantire la parità di trattamento. Infatti, se l’ufficio ha sede a Roma, l’attività dell’UNAR si estende a un vasto territorio. L’estensione dell’azione dell’UNAR avviene tramite la stipula di accordi e/o protocolli con gli enti Regionali che ad oggi sono l’Emilia Romagna, la Puglia, la Liguria, il Piemonte e la Sicilia, con gli enti provinciali (13 province) e comunali (4 comuni) e con associazioni territoriali ai quali l’UNAR fornisce sostegno legale e consulenziale. L’allargamento a tutto il territorio nazionale vuole raggiungere lo scopo di dare una struttura nazionale a un servizio messo a disposizione dall’Unione Europea a garanzia delle persone vittime di discriminazione razziale. A tale fine l’ufficio dedica osservatori e banche dati con le quali analizzare e studiare il fenomeno discriminatorio in Italia, pertanto è molto curato l’approfondimento di tali tematiche che l’UNAR ha deciso di sostanziare con un accordo con il CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane).</p>
<h2>L’osservatorio dell’UNAR sui media</h2>
<p>Spesso gli enti di promozione dell’antidiscriminazione utilizzano i media, mainstream e tv, per realizzare e diffondere una serie di campagne di sensibilizzazione. Ma in tal caso i media sono anch’essi oggetto di osservazione: l’UNAR controlla che non passino messaggi discriminatori sui mezzi mediatici. A tal fine vi è un monitoraggio costante sul web e su tutti i media e mettendo a disposizione un indirizzo mail per eventuali segnalazioni dai cittadini.</p>
<p>Foto: Franz Pfluegl &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Sodalitas</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 12:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Sodalitas esiste dal 1995 e fu voluta dal polo industriale lombardo, Assolombardia, al fine di mettere in relazione il mondo industriale con la società e creare nuove e utili sinergie per lo sviluppo del territorio, uno sviluppo che sia anche sostenibile. In tal senso lo sviluppo sostenibile riguarda la creazione di lavoro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-88" title="Sodalitas" src="http://www.diversitallavoro.it/wp-content/uploads/2011/05/Sodalitas-300x200.jpg" alt="Sodalitas" width="300" height="200" />La Fondazione Sodalitas esiste dal 1995 e fu voluta dal polo industriale lombardo, Assolombardia, al fine di mettere in relazione il mondo industriale con la società e creare nuove e utili sinergie per lo sviluppo del territorio, uno sviluppo che sia anche sostenibile. In tal senso lo sviluppo sostenibile riguarda la creazione di lavoro e lo sviluppo d’imprese basate sulla reciproca fiducia tra gli investitori, i fornitori e i clienti che allo stesso tempo lavorano insieme per la lotta ai cambiamenti climatici.</strong></p>
<h2>Sodalitas e sostenibilità</h2>
<p>La sostenibilità ambientale e sociale è un obiettivo fondamentale per la Fondazione Sodalitas. Infatti, ogni azienda che protocolla un’intesa con Sodalitas deve certificare il rispetto dei diritti ambientali e sociali del sistema economico entro cui si muove. A tale scopo Sodalitas cerca di promuovere appalti sostenibili per le imprese che aderiscono alla Fondazione, risultanti ben 82. La particolare sensibilità al rispetto della sostenibilità ambientale di Sodalitas proviene dalla partnership avviata con l’Unione Europea in merito all’attuazione dei programmi di sostenibilità. La promozione della sostenibilità ambientale avviene anche attraverso la consulenza manageriale che Sodalitas offre gratuitamente agli enti non-profit e attraverso la formazione di più di mille studenti all’anno che guardano al futuro sostenibile che Sodalitas vuole offrire. A tale scopo la Fondazione ha anche disposto un premio giornalistico per le testate e i giornalisti che si occupano in maniera approfondita del sociale, ha predisposto un Social Award per tutte le organizzazioni imprenditoriali che sappiano realizzare sostenibilità d’impresa. Un impegno a 360°, si direbbe, al fine di promuovere la sostenibilità per l’ambiente e per gli uomini.</p>
<h2>Sodalitas tra scuola e lavoro</h2>
<p>Se non ci fosse l’educazione ambientale o l’educazione alla sostenibilità ambientale sarebbe difficile immaginare un futuro sostenibile. Per questo la Fondazione Sodalitas non solo si preoccupa di generare relazioni utili tra i giovani e il mondo lavoro, ma si preoccupa anche di generare tali relazioni in un contesto impegnato nella sostenibilità ambientale. A tal proposito, fino a oggi, risultano più di 14.000 gli studenti formati da Sodalitas e accompagnati nel mondo del lavoro. Un sistema di prevenzione alla dispersione scolastica e di sostegno alle strutture pubbliche.</p>
<p>Foto: Kaubo &#8211; Fotolia</p>
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