UNAR è acronimo di Ufficio Antidiscriminazioni Razziali e con ciò l’ente intende promuovere l’eliminazione delle discriminazioni basate sull’origine etnica delle persone e di conseguenza sulla discriminazione di genere derivante dalla cultura e dalla religione di appartenenza. L’UNAR è stato generato direttamente dal Dipartimento delle Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri in recepimento alla direttiva europea n. 2000/43 e per tale motivo ha anche il compito di garantire l’effettivo rispetto delle persone in base alla parità di trattamento.
L’organizzazione dell’UNAR
L’UNAR è dotato di un numero verde, un contact center per fornire assistenza e informazioni a coloro che telefonicamente volessero denunciare casi di discriminazione razziale. Colui che risponde al contact center fornisce indicazioni, consulenze e pareri da portare eventualmente anche in giudizio. Questo è solo uno dei tanti canali di comunicazione e attuazione utilizzati dall’UNAR per garantire la parità di trattamento. Infatti, se l’ufficio ha sede a Roma, l’attività dell’UNAR si estende a un vasto territorio. L’estensione dell’azione dell’UNAR avviene tramite la stipula di accordi e/o protocolli con gli enti Regionali che ad oggi sono l’Emilia Romagna, la Puglia, la Liguria, il Piemonte e la Sicilia, con gli enti provinciali (13 province) e comunali (4 comuni) e con associazioni territoriali ai quali l’UNAR fornisce sostegno legale e consulenziale. L’allargamento a tutto il territorio nazionale vuole raggiungere lo scopo di dare una struttura nazionale a un servizio messo a disposizione dall’Unione Europea a garanzia delle persone vittime di discriminazione razziale. A tale fine l’ufficio dedica osservatori e banche dati con le quali analizzare e studiare il fenomeno discriminatorio in Italia, pertanto è molto curato l’approfondimento di tali tematiche che l’UNAR ha deciso di sostanziare con un accordo con il CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane).
L’osservatorio dell’UNAR sui media
Spesso gli enti di promozione dell’antidiscriminazione utilizzano i media, mainstream e tv, per realizzare e diffondere una serie di campagne di sensibilizzazione. Ma in tal caso i media sono anch’essi oggetto di osservazione: l’UNAR controlla che non passino messaggi discriminatori sui mezzi mediatici. A tal fine vi è un monitoraggio costante sul web e su tutti i media e mettendo a disposizione un indirizzo mail per eventuali segnalazioni dai cittadini.
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